Scritto da: femminart.it | 22 Ottobre 2014

Donne per Arte

Logo Donne per Arte 

Finalità

Il Progetto “Donne per Arte” ha come finalità quella di porre in evidenza il “Linguaggio Donna” nei suoi rapporti con Arte, Cultura, Comunicazione, Società, Storia. Non intende in alcun modo delimitare uno specifico esclusivo, né in contrapposizione né competizione con altri ambiti sociali parimenti riconoscibili, bensì porre in accento la particolarità dell’espressione femminile che non resti meramente estetica ma suggerisca indicazioni di chiaro valore contenutistico utili all’avanzamento culturale e storico dell’intera Società.

Comunicazione

Assistiamo oggi ad un mutamento radicale dei mezzi di comunicazione che non si limita ai soli Social-Media ma coinvolge l’intero sistema di gestione dell’informazione, attraverso repentini e inarrestabili progressi tecnologici. Tale mutazione ha riflessi indiscutibili sul modo stesso di concepire l’Arte, il suo Prodotto finale e relativa Comunicazione. Ciò impone, tanto per l’Artista quanto per il Fruitore, una modularità di approccio che non consiste solo nell’aggiornamento tecnologico, ma agisce soprattutto sulla sfera dell’acquisizione dei significati mutevoli. Il “Linguaggio Donna” ha in tal senso una posizione privilegiata per la naturale predisposizione che la donna possiede verso il rinnovamento dei valori, della loro scala, e delle connessioni, condivisioni, attuabili fra gli stessi, attraverso l’acquisizione immediata di nuovi scenari non solo plausibili, ideali, virtuali, bensì posti in opera, percorribili, testimoniabili, in virtù del concetto peculiarmente femminile di generabilità e crescita. Tale segno è percepibile nella donna sia nell’Arte come nella Vita, distinzione che nella sua cosmogonia non esiste, da cui il titolo Donne per Arte, con evidenza della preposizione leggibile non come “a favore di” ma “per effetto di” un’Arte che la porta ad essere Donna prima ancora che Artista, trasmettendo la parafrasi “Arte di essere Donna”.

Community

“Donne per Arte” rientra fra i Progetti programmati da Migranze Aps - Associazione di promozione sociale, diversa dalla Culturale, che ha chiaro nel suo Statuto l’obiettivo di favorire le fasce sociali svantaggiate sia culturalmente che economicamente e che, sotto il profilo della Comunicazione, subiscono l’ombra mediatica del sistema. La donna, purtroppo, è parte eminente di queste fasce sotto tutti gli aspetti, in particolare della Comunicazione, dovendo scontare oltretutto l’essere sì posta sotto i riflettori mediatici, ma molto spesso in maniera ambigua, strumentale quindi controproducente. L’Arte costituisce per la donna, in questo contesto, uno strumento di Comunicazione dalle elevate possibilità. L’azione successiva di Migranze è quella di individuare opportunità di Eventi e comunicarne volta per volta le modalità, collettivamente stimabili e vidimabili. Il Portale Web www.donneperarte.net ha il compito di visualizzare l’elenco delle Artiste proposte per il Progetto e futuri Eventi. L’iscrizione a Migranze Associazione non è da intendersi come costo di partecipazione ad Eventi, bensì come condivisione del Progetto, una sorta di azionariato diffuso che veda il contributo di tutti all’evoluzione e perfezionamento dello stesso. Il carattere di Community del Progetto non intende in alcun modo riedificare formule di associazionismo di parte ma insistere sull’aspetto della Comunicazione del particolare metodo espressivo in favore generale, secondo un concetto di “trasversalità” che riguarda oggi linguaggi, metodiche artistiche e finalità sociali e relazionali.

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www.donneperarte.net

www.migranze.net

www.facebook.com/donneperarte

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Scritto da: femminart.it | 20 Novembre 2013

Valentina Morri

Femminità

© Valentina MorriLa rappresentazione della donna è ambito estremamente delicato, sia dal punto di vista maschile che da quello femminile. Il maschio tende per lo più a restituire una immagine di tipo proiettivo, verso l’uno o l’altro estremo di bellezza e impossibilità, talvolta mescolati insieme con effetti devastanti, più di sovente disturbanti, nel senso di alterazione, edulcorazione, soggettivizzazione dei significati da cui deriva una figura della donna inesistente, virtuale, creata ad arte per essere irraggiungibile, o raggiungibile a proprio modo, quindi asservita a ruolo di stupefacente, mediatico, sociale, individuale.

Dal punto di vista femminile tutto cambia, anche se non sono evitabili distorsioni in questo caso dovute ad un eccesso di solidarismo, condivisione esclusiva che si trasforma in codice proprietario, ovvero interdetto a quelle parti, maschili o femminili o neutre, potenziali fonti di attacco. Una forma di difesa oggi profondamente giustificata. La filosofa Angela Giuffrida dice: “La femminità è la razionalità della specie” intendendo, pensiamo, per razionalità il contrario di ciò che alla donna viene solitamente imputato, una irrazionalità che è piuttosto una razionalità emotiva, quindi metodo, quindi chiara nelle sue indicazioni verso una specie, quella umana, che si ostina a voler essere governata da maschi nonostante i risultati inqualificabili.

© Valentina MorriValentina Morri esprime nella sua Opera una esatta razionalità di tipo interiore, la donna viene mostrata in ciò che ha di più caro, l’estetica comunicativa, l’evocazione di pensieri, desideri, riflessioni circa la sua purezza, bellezza, insostituibilità ricondotte a sollecitazione a nutrirsene correttamente, come ogni madre fa con la prole. Una vera rappresentazione di significati, sopra tutto, che non vacilla ai colpi della mera estetica succube del sistema, dei concorsi a premi o top super pagate, anche loro conniventi, ma esprime il valore effettivo della forma, il suo snodarsi fra pensiero e attuazione, articolazione, ciò che il maschio chiama progetto o vittoria, e che invece sono flusso che deve essere solo assistito al meglio e non condizionato o deviato come il corso di un fiume.

La Bellezza della donna espressa da Valentina è fulgida nella sua semplicità, non accattivante ma sorprendente, libera dalla fascinazione intesa come arma, erotica nel suo senso totale che niente ha a che fare con il sesso, molto, tutto, con il desiderio di miglioramento. E il rispetto.

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Valentina Morri Web

Valentina Morri su Facebook

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Angela Giuffrida - “La femminità è la razionalità della specie”

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Scritto da: femminart.it | 18 Ottobre 2013

Maria Pia Ballarino

La Sensualità dell’Amore

(c) Maria Pia BallarinoLa Storia, evento maschile, ha tenuto sempre separati nella donna il corpo dall’anima, i sensi dal senso, il richiamo della carne, inteso come logica di competizione e appropriamento, dall’amore visto come compimento di dedizione e logistica della prole. Ciò ha determinato, nella donna, una dissociazione apparentemente insanabile fra la voglia di mostrarsi e quella di nascondersi, invertendo i ruoli di attrazione, mutata in allontanamento talora apertamente provocatorio, e quello di soluzione d’amore versato alla lacrima di abbandono perché sottostimata, anche dalla prole, a volte, vittima degli stereotipi di sistema.

Maria pia congiunge, in un semplice gesto, le dicotomie fluttuanti donando al corpo il suo ruolo di richiamo perenne, di calore steso, di abluzione del significato stesso di carne riportato a tappeto di sensazioni palpitanti che raccoglie, accoglie, custodisce il significato stesso di intenzione d’Amore. La Sensualità è compresa in un taglio, una virgola, una posa che lascia scorrere respiro e odori e movenze in una virtualità d’amplesso che è soprattutto emozione, abbraccio, stretta e carezza. I canoni della perfezione erotica patinata si frantumano permettendo di scoprire molto di più, quel dentro che l’uomo si è sempre illuso di carpire in un atto e che invece è fatto di vibrazioni sottopelle che rivelano l’immane bisogno di essere misurati, in ogni dimensione, in ogni anfratto, in ogni piccola liberazione che il corpo della donna instilla anche quando sembra assoggettato al contraltare delle deduzioni.

(c) Maria Pia BallarinoNella statica tellurica della carezza che Maria pia fa a sé si ravvisa l’interiore spasimo dell’io diviso fra lo sbocciare di un fiore, atteso all’unica legge di natura, e la compressione che si fa violenza, anche nei casi più meritevoli, perché istiga ad un ruolo comunque, mentre invece dovrebbe assistere unicamente ad un miracolo che si compie.

La sacralità dell’eros umorale, è questo che Maria Pia emana, sognando e lasciando sognare fra le pieghe del destino l’incanto della possibilità, di quell’Amore offerto e ottenuto con il piglio fugace della sfrontatezza lieve, del sussurro che si fa gemito e l’arsura che torna a splendere come desiderio, sapido e inverecondo senza bisogno di tag.

In didascalia alla sua foto Maria pia scrive: “Per una donna, l’abito più elegante è l’abbraccio dell’uomo che ama”, pur senza nascondere l’impazienza fremente per un respiro sempre più concitato, anzi mostrando ciò che è già in luce, da tempo immemorabile.

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Maria Pia Ballarino su Facebook

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