Tempo di bilancio per FemminArt, non solo materiale ma direi soprattutto intimo, ideale, interiore. Oltre 120 recensioni sparse in un anno e mezzo di attività, raccolte negli attuali sette E-book di recente pubblicazione, un sito-blog che in taluni casi si è affiancato allo sharing evidentemente non più appannaggio esclusivo di Facebook, anzi, sempre meno, il partnerariato con l’Associazione Culturale EnPleinAir di Pinerolo (To), da cui è scaturito il progetto comune di Alfabetomorso, poi Mostra, giunto al suo Catalogo-Rivista N 0 e destinato a prospettive di interlocutore inter pares nel grande dibattito in essere sui Linguaggi sociali, mutazione dei grandi mezzi di Comunicazione e suoi riflessi sull’Arte e la sua grande prerogativa di indicatore, speculum, rilevatore delle istanze del vivere.
Tutto questo applicato al mondo femminile in modo specifico, tanto da far pensare ad una visione parziale, quindi scevra dalla considerazione dei più diversi elementi che sembrerebbero costituire il quadro più rigoroso, corale, obiettivo di una società, di un movimento artistico, di un pensiero.
FemminArt è nata, come molti sanno, per iniziativa di un maschio, e uomo, inteso come essere umano, quindi soggetto alle pulsioni di genere, talvolta scomposte, che formano il corredo genetico dell’attuale cosmo di relazioni fra i generi. E’ naturale che abbia incontrato nel percorso attestazioni di profonda stima ed empatia, questa nel dettato di costituzione dei social-network, senza i quali, ovvero con i tradizionali mezzi di divulgazione artistica, maschile o femminile che si voglia, l’esperienza mai avrebbe potuto aver luogo. Ed ha incontrato, nel medesimo percorso, energie di opposizione, dovute in parte al carattere nativamente ambiguo dei citati mezzi di comunicazione, e in parte ai contrasti a volte stridenti, politici, storici, umani, mai sopiti fra genere maschile e femminile. Per cui l’azione FemminArt è stata in qualche caso tacciata di strumentalismo, se non addirittura offensiva, un atto di spionaggio tattico allo scopo di perpetrare lo strapotere ideologico di sempre.
Pur non essendo immune dalla caducità e provvisorietà dell’anima, sia maschile che femminile, FemminArt ha scoperto in itinere il vero scopo della esposizione alla sofferenza che richiede qualsiasi atto di indagine, di valutazione, di conoscenza, in una parola artistico. Il fulcro è sito nella creazione di un nuovo genere, sia di espressione che genetico, l’androgino, ossia, ove possibile, la commistione del meglio dei due mondi, come recita il mito di Salmacide, dell’ermafrodito. Non è un semplice tentativo di riconciliazione, peraltro molto arduo, ma una inedita formula che dia maggior accento alla sensorialità, alla umoralità, alla cosmogonia, alla veggenza, peculiarità date sempre in appannaggio al genere femminile, ma che trovano anche nel sesso opposto espressioni di rilievo e comunque un generalizzato desiderio di travaso, così come il mondo femminile si riscopre sempre più assetato di una “mascolinità” ritenuta sempre interdetta.
Evidenziare i tratti di questa mutazione attraverso l’espressione artistica è il solo grande vero scopo di FemminArt. E la riprova non è tanto nei commenti rivolti al femminile, fidando cioè in una “interlocutrice”, laddove la maggioranza è stata concorde nel ritenere poco plausibile una azione del genere edita da una donna, quanto nel carattere, nel filo comune che ormai lega le meravigliose e variegate espressioni dell’Arte al femminile. Il filo è la maggiore aderenza ad un movimento reale delle cose, fatto anche di immaginario, ma soprattutto di verità palpabili, quelle insinuate tra le cose, che formano il vero concetto di solidarietà, tolleranza, anche gelosia e acuta ripulsa verso l’antagonista, ma in modo speciale una non-logica che si esplica per vie naturali nel farsi delle cose, e non nella velleità di un loro indirizzamento, nella evoluzione di un feto o di un male parimenti, e non in una logica di schieramenti contrapposti e dominanza, in una parola guerra, aspetti ancora troppo preminenti nell’Arte e nella vita al maschile.
Resta da capire quanta reale volontà di cambiamento sussista in entrambi i generi, quali gli effettivi collegamenti con un’Arte sempre più asessuata, quali le curiosità innate che non siano solo desiderio di possesso e annientamento. Ove queste istanze dovessero restare inevase allora FemminArt chiuderà il suo spioncino su un arcano che era meglio non toccare, violare, come vuole il pensiero debole dei mondi paralleli. Ma FemminArt è caparbia e ostinata. Come una donna.

Sergio Gabriele
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Gli E-book di FemminArt
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21 Dicembre 2011
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CONTEMPORARY ART EXIBITION EN PLEIN AIR – CONTEMPORARY ART
from 22nd May to 31st December 2011
Analysis of new communication forms revisited through the languages of Art, starting from its prehistoric origins and approaching finally the iconography of the Angel figure, seen as the Messenger, Conscious Speed, cautiousness of Information.
ALFABETO MORSO - Maionese Project 14TH edition 2011
Contents
Babel - Is today’s overabundance and confusion of signs to be considered a degeneration of language or an evolution of it? Are we facing the resonance of immoderately repeated, deliberately unseemly simple messages or are we witnessing the dawn of a new vocabulary or alphabet?
The Angel - The Exhibition will take place at the Pinacoteca Collezione Civica Città di Pinerolo (TO) where a funerary sculpture by Vincenzo Vela, representing an Angel, will be transferred from the city cemetery. We have suggested the Angel as an icon, connected with the idea of Communication, to be read as “objectivity”, “cautious information”, “sustainable speed”, but it is true that over this ideal figure we can roam in many ways: in the sense of language, in the more inner sense of a regained wandering humanity, love, against rampant “affectioncracy“ made of “important” superficiality.
The virtual aspect - Are social networks, virtual meeting places, the internet, the web and especially blogs as a new form of web “interactivity” surrogate or deterrent of Communication, like many seem to be convinced of, or are they information new means of transport, without which we are risking isolation? And then, are both hypothesis influent in man-woman-artist analysis of feelings? In other words the Avatar risk, a new form of the thinking-self, freely displayed and created more upon approval and answers than upon a rigorous and loving self-knowledge or self-consciousness?
Prehistory - The synergy of different structures, particularly fruitful in Pinerolo, includes the Prehistoric Art Museum, very rich in archaeological finds, jewels, human remains and above all graffiti. Graffiti represent another very important hint with the opportunity, like many artists are already doing, of “clearing” modern signs where linearity of primordial signs is compromised. And first of all the purpose of it all: why did cavern men feel the impulse to “depict” their actions? Is it from this time that the concept of Art has developed? And, at last, why did human beings feel the necessity of characterizing the message by encoding it, by making it a Code only comprehensible to a circle of adepts and not indiscriminately to all humankind? Why did Leonardo da Vinci write reverse, so that what he wrote could be read only in front of a mirror?
Art and Communication - Is Art functional to the diffusion of a message or is it an encoding based upon the celebration on one’s own ego and of other happy few? Is today the concept of “mass” derived by the fact that our number is simply increasing or is it a synonym of participation, a sort of enlarging of knowledge and experiences?
We believe that the contribute of the Artist, and above all of Woman Artist, for a mere matter of “global” sensitive universe, can be fundamental to discuss and clarify the above mentioned questions, from the perspective of language (expression of content) and from the perspective of communication (vehicle of content).
Synergies and cooperation
Prof. Mario Marchiando Pacchiola - Curator of Civic Collection Palazzo Vittone Pinerolo
Prof. Dario Seglie - Manager of Civic Museum of Prehistoric Art City of Pinerolo
Lorenzo Marchi - Gallery Tropic Corridors Cavriana Mantova
Susanna Schimperna - Writer and tv-radio opinionist
Voci Erranti - Teatro
Salvai Stefania and prof. Fabio Banchio - Contemporary music and music new languages
www.alfabetomorso.it
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3 Dicembre 2010
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Era lunedì 8 Marzo 2010 quando fu festeggiato il centesimo collegamento. L’area FemminArt esisteva da soli 4 giorni e fu un caso la sua nascita a ridosso di una ricorrenza così importante da far sembrare strumentale qualsiasi utilizzo dell’universo femminile. Eppure FemminArt è nata con il precipuo intento non di sondare un universo di per sè inestricabile, ma di evidenziare l’esclusiva sensibilità che rivela la donna, nella sua vita in generale, e in particolare nella creatività, nell’arte, nella fantasia rivelata.
Tutto questo è stato possibile grazie a Facebook, all’ideologia del Social-Network, giustamente alle volte attaccato per la sua insulsa dappocaggine, quando non per qualunquismo e criminalità sorniona ma diffusa. E’ uno specchio del mondo, e così come nel mondo è comunque possibile operare una scelta sul proprio modo di vivere, su quale ambito frequentare. Facebook, come il mondo, trabocca di realtà avvincenti, dense di significato, pure nel modo in cui sono state concepite e in quello con il quale si interfacciano al resto della piazza. FemminArt ne ha incontrate parecchie nella sua breve ma intensa carrellata che l’ha portata a 1000 collegamenti, e tutto quello che spera come obiettivo è di essere degna di queste magnifiche realtà. Una di loro.
Rispetto ad altri profili, 1000 collegamenti possono sembrare pochi, in realtà questa cifra va moltiplicata almeno per 5, in quanto si tratta di collegamenti selezionati, uno per uno, con una scansione del profilo nelle sue pieghe propositive come nel complesso della vitalità, che, altra caratteristica positiva di Facebook, è fatta anche di quotidiano, di leggerezze, amenità, ma soprattutto di emozioni rivelate. Esula, FemminArt, dal modo classico di fare incetta di amicizie, bollini da attaccare in fretta e dimenticare e non trattare neanche con un benvenuto, un grazie, un pensiero che tante FemminArtiste hanno calorosamente lasciato in bacheca. Queste pulsazioni si ritrovano poi nei mille commenti alle Schede, soffi palpitanti di uno stupore benefico che dona realtà al sogno troppe volte vagheggiato. La parola nei commenti che ricorre con maggior frequenza è “Sorpresa”, come se questo mondo ci avesse abituati a scartare le emozioni anche nei contesti che se ne nutrono, in nome di una strumentalizzazione per interessi, talora “gentile” come vanta il settore artistico, ma pur sempre con venature di ipocrisia.
Più volte nella sua strada FemminArt ha pensato di desistere. Quando si è scelta una linea emozionale, interiore, intima nella lettura non solo dell’arte, ma della vita stessa, empatica e compromissoria, qualsiasi universo rischia di deflagrare, per i suoi nervi scoperti, per ciò che pare rivelare ma in realtà nasconde, per le corde su cui c’è scritto toccami, ma che non vanno sfiorate. Altrettante volte c’è stato chi ha detto forza, andate avanti, l’idea è pura, il suo svolgersi può, come per tutti, scivolare su bucce di banana, ma ciò non vale la rinuncia, perchè rinunciare a questa come alle altre meraviglie che ancora conserva questo mondo, equivale a morire.
Viceversa la donna è vita, portata e generata, l’arte è vita, sia essa urlo e bisbiglio, per cui FemminArt va avanti, non festeggerà più alcun numero, alcun limite, ma solo il segno della felicità nascosto in ogni lembo di questa terra, quell’unica ragione per fare contrapposta ai milioni di motivi per non fare.
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3 Agosto 2010
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Su gentile concessione, omaggio, pensiero di Sabine Mdtt
“Incanto di un orizzonte screziato, l’indicazione della distanza fra il sè e il sè medesimo, partenza e arrivo, la pace nuda.. finalmente..”
Grazie (FemminArt Review)
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28 Luglio 2010
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L’obiettivo di FemminArt Review è quello di creare interconnesioni fra le diverse espressioni dell’Arte al femminile. E’ lo scopo per cui è nato il collegamento su Facebook, e-zine di commento che spazia fra i portfolio resi pubblici dalla rete di amicizie. Il filo comune è Donna e Arte, un ambito specifico che non vuole avere altre linee di demarcazione se non la chiave di lettura al femminile, delle varie espressioni artistiche e comunicative. Il taglio dei commenti è sui generis, “emozionale” come strumento di indagine empatica, che non vuole spiare nel privato, ma sfruttare le nuove opportunità comunicative del Social Network, nel quale l’Artista si presenta con il suo background umano innanzitutto, ponendo in testa il suo quotidiano e l’insito desiderio di interattività, elementi che difficilmente emergono in una Mostra o in una Galleria privata dell’interprete. E’ un grado di intimità fuori dagli schemi, che va letta nella sua valenza semantica, nella variazione di un codice interpretativo e comunicativo delle sinapsi del corpo globale, senza le quali lo stesso concetto di Arte rischia di restare aleatorio e meramente personale.
Il Blog di FemminArt Review non vuole essere una replica di Facebook, bensì un’occasione di approfondimento, di verifica, fuori dal vociare convulso e talora sovrastante della Rete. Il Blog, ma lo chiameremmo meglio Blorum, fra blog e forum, è la Rivista dinamica, Review, che offra la possibilità al lettore di segnare un “letto” in quella pagina, ad onore della sua identità non di semplice fruitore, ma partecipe del percorso circolare e universale dell’Arte.
FemminArt Review
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16 Aprile 2010
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