E-book N 09
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La fatica della luce
Diversi sono i topoi sui quali insiste l’installazione di Margherita Levo Rosenberg dal titolo “Se Dante e il vento ed io” che ha poi partorito la Mostra d’Arte Contemporanea “La fatica della luce” che va ad inaugurarsi il 18 Dicembre 2011 a Casale Monferrato. Il primo: il Ritrovamento. L’Autrice ritrova in una soffitta dei versi anonimi in endecasillabi che idealmente tentano di ricomporre altrettanti sparsi, come dilaniati, della Divina Commedia di Dante Alighieri. Il Ritrovamento è più che un rinvenimento, è raccogliere la richiesta di aiuto che viene dalle viscere del vissuto umano occultato, insabbiato, contaminato. Levo Rosenberg fa suo il gesto già pietoso dell’anonimo che, emulando il Sommo Poeta, come fa ogni perfetto autore di panegirico su tomba vuota, ricompone le spoglie del dire, come se le verità sapientemente esposte fossero state smembrate allo scopo di confondere il messaggio, infierendo come Seth sulle spoglie di Osiride. E’ esattamente ciò che avviene oggi con la Cultura del passato, viene impatinata in sottovuoti pubblicitari allo scopo di svuotarne il contenuto in una sorta di imbalsamazione, lasciandone la sola forma utile al mercimonio. Levo Rosenberg conserva accuratamente le patine e le trasforma in fiori.
Il secondo topos è Dante, ovvero l’Allegoria. Oltre che come Sommo Poeta, Dante passa agli occhi dei poco più attenti come un elegante fustigatore dei costumi, dell’Uomo più che dell’Epoca, non ingombrante come Savonarola, difatti viene tacciato da talune fronde come troppo acquiescente alle Corti contemporanee, ma egualmente caustico e impietoso per chi sa andare oltre il verso. Senza dubbio intelligente e scaltro nella sua opera perchè si serve dell’Allegoria, che non è sita nell’esteriore legge del contrappasso, la pena rapportata al male compiuto, il cattivo all’inferno il buono in paradiso, bensì nella più acuta cosmogonia rappresentata del Giudizio, della Colpa, della Pena, del Premio o del Castigo, creati a bella posta nella loro coreografia esteriore, non cioè come contenuto puro e spirituale, ma dall’uomo sull’uomo, per incutere paura quindi sopraffazione. Non vengono risparmiati infatti uomini di Chiesa e potentati Amministrativi, come non viene risparmiato l’Amore, quando frutto delle sovrastrutture colpevolizzanti che l’uomo sa infliggere a se stesso ipocritamente. Lo stesso Paradiso è immerso in un empireo di luce a volte innaturale che qualcuno identifica come un Inferno al contrario, ovvero di perfezione anacronistica destinata ad una eternità di tedio perché inconfrontabile con il male e con il suo libero arbitrio, uno dei primi doni che Dio ha fatto agli uomini, precedente il Peccato. In summa Dante è filosofo essenzialmente, e la dilaniazione dei suoi versi appare agli occhi dell’anonimo, quindi di Levo Rosenberg, come la pira di Giordano Bruno o l’ostracismo verso Galileo Galilei e le mille espressioni del fondamentalismo che hanno portato alla diaspora moderna del significato, del valore della vita, della concezione dell’Universo, con conseguente perdita della Salvezza e della Speranza.
Il terzo topos, unificante, è l’Amalgama, precipuamente l’azione puntuale di Levo Rosenberg che costituisce il paradigma di Arte, non solo Contemporanea, ma di Installazione o Evento o Performance, ovvero del suo attimo dinamico inquadrato ardimentosamente in una statica di fondo qual è quella del panorama socio-cultural-politico. Levo Rosenberg è particolarissima nella sua azione perché staticizzando le forme in un meccanismo di reiterazione o composizione fantasiosa e fantastica dell’infantile umano, del Sogno, quindi del sogno di Libertà, schioda esattamente l’energia imbrigliata dalle convenzioni e dall’ipocrisia sociale e le restituisce al volo delle costellazioni, del senso, della ragione intesa come esaltazione dell’irrazionale cosmico. Così avviene in tutta la sua Opera, così avviene con i versi di Dante ripristinati su pellicole rayografiche e incesellati in anemoni che ondeggiano nel mare della stupidità umana come fari dell’intelletto nel pieno della tempesta buia che viviamo, come la selva oscura con cui Dante, non a caso, esordisce la sua Performance. Fioritura che rende onore e giustizia alle violenze perpetrate sui libri di testo assegnati a studenti ignari perché, primo ne comprino ogni anno una versione differente dallo stesso contenuto e alfine s’ingegnino soprattutto a decriptarne le note al margine, le uniche che a volte fanno luce sul vero significante, con estrema fatica. La Fatica della Luce.
Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtualità e conoscenza.
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Comunicato Mostra “La fatica della luce” - 18 Dicembre 2011 - Casale Monferrato
Margherita Levo Rosenberg su Facebook
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10 settembre 2011 dalle ore 15
ALFABETO MORSO PROGETTO MAIONESE 14ma edizione
Curatori: Elena Privitera, Marco Filippa, Sergio Gabriele
Analisi delle nuove forme di comunicazione rivisitate attraverso i linguaggi dell’Arte,
a partire dalle sue origini nella Preistoria per approdare all’iconografia della figura dell’Angelo, inteso
come Messaggero, Velocità cosciente, cautela dell’Informazione
In collaborazione con FemminArt Review
• Installazione Opere di
- Mafalda Coen
- Melita Rotondo
- Marco Casolino Disgregazione dell’IO
- Francesca Maranetto Gay
- Margherita Levo Rosenberg
- Innokentiy Fateev
- Giulio Nocera
• Performance teatrale di VOCI ERRANTI: Daniela Gazzera, Adriana Ribotta, Cristiano Ferrua
• Federico Galetto’s video Mixing live “Rifrazioni Emozionali: Live Visual Projection Mapping”
• Rita Vitali Rosati: presenta il libro fotografico Rita Vitali Rosati “Ahi”
• Open Space ”Blog Poetry-Graffiti Verbali” dedicato alla Poesia in Rete e non solo a cura di Sergio Gabriele e Donato Di Poce
Un Reading no-stop di “linguaggio morso”, nel dettato principe di Alfabetomorso, ovvero nuovi Media, Comunicazione e Arte nelle sue espressioni da social-network e blog, mezzi che non mutano la Poesia di sempre ma aggiungono una valenza che amiamo definire “sinaptica”. Una sorta di Bacheca reale su cui si avvicendano Post dal sapore virtuale, in ossequio alle origini del progetto Alfabetomorso e in parte già attuato nell’inaugurazione svoltasi il 25 giugno 2011. Verrà attivata, come per gli Artisti non in Mostra fisica, un’area virtuale sul Sito di Alfabetomorso con le medesime finalità di scambio e sinergia.
Così come le Opere in Mostra hanno un carattere verbale e comunicativo, da Alfabetomorso, così la Poesia avrà un carattere “visivo”, non solo legato ai Video, una cui selezione sarà presente in proiezione in una saletta dedicata, ma al carattere di prospettiva sonora, la terza dimensione imposta dalla mutazione dei grandi mezzi di comunicazione.
Artisti Invitati
• Anna Toscano - vive e lavora a Venezia. Docente di Lingua Italiana presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia, impegnata nella Poesia, Fotografia, curatela di Cataloghi e Libri a testimonianza della trasversalità di linguaggio, dalla Formazione alle Arti Visive, Commento e Critica
• Chiara Daino – vive e lavora a Genova. Impegnata nella Poesia, attività di Redattrice per Pubblicazioni e Blog Letterari collettivi, Video, Autrice di Teatro, Docente di dizione, presenza scenica, interpretazione testuale, Musica, Performance, Fotografia, Moda-Fashion
• Daniela Cattani Rusich – vive e lavora a Milano. Direttore creativo Onirica Edizioni, Blog “Poetika”, impegnata nella Poesia, Redazionale, Video
• Diana Battaggia – vive e lavora a Milano. Direttore Editoriale della Casa Editrice “LietoColle Libri”, Faloppio (Co).
• Gabriela Fantato - vive e lavora a Milano. Impegnata nella Poesia e Critica Letteraria, dirige da anni la Rivista Letteraria “La Mosca di Milano” e la Collana di Poesia e Critica Letteraria “Sguardi”.
• Loredana Semantica – vive e lavora a Siracusa. Proviene dall’esperienza di partecipazione a gruppi poetici, di fotografia, arte digitale, associazioni culturali nel web e su Facebook
• Lorenzo Morandotti – vive e lavora a Como. Impegnato in Poesia, Video, Redazionale, Corrispondente del “Corriere della Sera – Como”, organizzatore di “ParoLario”, Fiera del Libro, Immagine, Suono.
• Maria Grazia Casagrande – vive e lavora a Torino. Impegnata nella Poesia, Redazionale, Recensioni, Video, Blog.
• Maria Grazia Galatà - nata a Palermo, da molti anni vive ed opera a Mestre Venezia. Esponente della Poesia Visiva e sue contaminazioni con l’odierna espressività virtuale e visuale.
• Maurizio Alberto Molinari - nasce nell’ottobre 1961 da genitori veneto-calabresi. Vive e lavora a Milano. Impegnato nella Poesia, Video, Redazionale, Blog.
• Rita Pacilio - vive a San Giorgio del Sannio Musicista, cantante jazz, nel 2006 presenta al grande pubblico il progetto Jazz in versi: Contaminazione di poesia e musica jazz, una proposta progettuale ideata e curata dall’autrice che sceglie per alcune sue liriche la musica di Claudio Fasoli, noto compositore, arrangiatore, sassofonista di fama internazionale.
• Salvatore Sblando – vive e lavora a Torino. Impegnato nella Poesia, Video, Redazionale, Blog.
• Silvia Rosa – vive e lavora a Torino. Impegnata nella Poesia, Video, Redazionale, Blog Letterari.
• Tiziana Cera Rosco – vive e lavora a Milano. Docente dei corsi “Terapia della Lettura” e “Storia di un atomo che era un Io”. Si occupa di Poesia, Fotografia, Arte Concettuale, Installazioni e Performance seguendo un tracciato che la conduce dalla Mitologia del verbo alla disintegrazione del linguaggio e sua riformazione, limite della forma fisica e acquisizione trascritta del non detto.
In Sala Proiezioni, Video di
• Chiara Daino
• Daniela Cattani Rusich
• Loredana Semantica
• Maria Grazia Casagrande
• Maria Grazia Galatà
• Maurizio Molinari
• Salvatore Sblando
• Silvia Rosa
• Tiziana Cera Rosco
Artisti presenti in Mostra Alfabetomorso 2011 – Progetto Maionese
Sonia Agosti, Laura Ambrosi, Maria Cristina Ballestracci, Angelo Barile, Maria Vittoria Berti, Gabriela Bodin, Caterina Bruno, Nicola Bolaffi, Cati Briganti, Marina Buratti, Augusto Cantamessa, Daniela Carati, Antonella Casazza, Marco Casolino, Patrizia Cau , Elisa Cella, Charles Jean Paul, Mafalda Coen, Carla Crosio, Carla Della Beffa, Donato Di Poce, Federica Galetto, Bernadetta Ghigo, Rosanna Giani, Gianni Gianasso, Giancarlo Giordano, Anita Tania Giuga, Robert Gligorov, Sara Grazio, Tere Grindatto, Mimmo La Grotteria , Michele Lambo, Bozena Krol Legowska, Chen Li, Marco Lampis, Irene Ester Leo, Gianni Lodi, Denis Lucas, Giulio Lucente, Jacob Kleyn, Natasa Korosec+Marco Tiraboschi, Maria Felix Korporal, Nadia Magnabosco, Pietro Mancini, Youliana Manoleva, Francesca Maranetto Gay, Ilaria Margutti, Francesco Muro, François Nasica, Martha Nieuwenhuijs , Andrea Nisbet, Officina TOM, Simona Palmieri, Cristina Pedratscher, Marina Pepino, Mario Piselli, Mauro Rea, Giovanna Ricca, Rita Vitali Rosati, Melita Rotondo, Solidea Ruggiero, Ilaria Sabbatini + Marcantonio Lunardi, Paolo Sangermano, Mirella Sannazzaro, Rédha Sbaihi, Susanna Schimperna, Gianfranco Sergio, Anna Maria Scocozza, Ioanna Spanaki, Luigi Stoisa, Alberto Terrile, Giovanna Torresin, Rosa Ubeda, Roberta Ubaldi _ Installazione scultura di Luigi Aghemo
EnPleinAir Artecontemporanea
Stradale Baudenasca n 118 _ 10064 Pinerolo (To) tel 0039 121 340253
Inclusa nel circuito dei Musei Civici del Pinerolese
http://epa.it - http://alfabetomorso.it - http://enpleinair.it - http://femminart.it
Email: epa@epa.it
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ALFABETO MORSO PROGETTO MAIONESE 14ma edizione
Curatori: Elena Privitera, Marco Filippa, Sergio Gabriele
Analisi delle nuove forme di comunicazione rivisitate attraverso i linguaggi dell’Arte,
a partire dalle sue origini nella Preistoria per approdare all’iconografia della figura dell’Angelo, inteso come Messaggero, Velocità cosciente, cautela dell’Informazione.
Spazio: Associazione En Plein Air Arte Contemporanea stradale Baudenasca n.118 - 10064 Pinerolo (To)
Inaugurazione: 25 Giugno 2011 ore 18, 30
25 Giugno>31 Dicembre 2011
In collaborazione con FemminArt Review
Artisti Invitati
Sonia Agosti, Laura Ambrosi, Maria Cristina Ballestracci, Angelo Barile, Maria Vittoria Berti, Gabriela Bodin, Caterina Bruno, Nicola Bolaffi, Cati Briganti, Marina Buratti, Augusto Cantamessa, Daniela Carati, Antonella Casazza, Marco Casolino, Patrizia Cau , Elisa Cella, Charles Jean Paul, Mafalda Coen, Carla Crosio, Carla Della Beffa, Edoardo Di Mauro, Donato Di Poce, Federica Galetto, Bernadetta Ghigo, Rosanna Giani, Gianni Gianasso, Giancarlo Giordano, Anita Tania Giuga, Robert Gligorov, Sara Grazio, Tere Grindatto, Mimmo La Grotteria , Michele Lambo, Bozena Krol Legowska, Chen Li, Marco Lampis, Irene Ester Leo, Gianni Lodi, Denis Lucas, Giulio Lucente, Jacob Kleyn, Natasa Korosec+Marco Tiraboschi, Maria Felix Korporal, Nadia Magnabosco, Pietro Mancini, Youliana Manoleva, Francesca Maranetto Gay, Ilaria Margutti, Francesco Muro, François Nasica, Martha Nieuwenhuijs , Andrea Nisbet, Officina TOM, Simona Palmieri, Cristina Pedratscher, Marina Pepino, Mario Piselli, Mauro Rea, Giovanna Ricca, Rita Vitali Rosati, Melita Rotondo, Solidea Ruggiero, Ilaria Sabbatini + Marcantonio Lunardi, Paolo Sangermano, Mirella Sannazzaro, Rédha Sbaihi, Susanna Schimperna, Gianfranco Sergio, Anna Maria Scocozza, Ioanna Spanaki, Luigi Stoisa, Alberto Terrile, Giovanna Torresin, Rosa Ubeda, Roberta Ubaldi _ Installazione scultura di Luigi Aghemo
Presentazioni
Marco Filippa, Sergio Gabriele, Donato Di Poce, Paolo Covato
Eventi Collaterali
PerformanceCombina2ioneImpossibilityTO…create - 25 Giugno
Taste an Artist Dinner - di Lisa Parmigiani e Cristina Brunelli - 25 Giugno
Gruppo Gnam - Pinerolo - 3 Luglio
Performance Teatrale di “Voci erranti” - Cristiano Ferrua-Daniela Gazzerra-Adriana Ribotta - 10 Settembre
Federico Galetto’s video Mixing live “Rifrazioni Emozionali: Live Visual Projection Mapping” - 10 Settembre
Rita Vitali Rosati: presenta il libro fotografico Rita Vitali Rosati “Ahi” - 10 Settembre
Mafalda Coen-Melita Rotondo: Installazione - 10 Settembre
Stefania Salvai e prof. Fabio Banchio - Musica Contemporanea
Collaborazioni
Lorenzo Marchi Tropic Corridors - Edoardo Di Mauro Spazio Sansovino Torino - Galleria Losano Associazione Culturale - Alessandro Icardi P.O.W. Gallery, Torino - Cristina Gilda Artese associazione culturale per le arti contemporanee Arsprima, ex Area Ansaldo, Via Tortona 58, Milano - Graziella Dotti per scultura di Luigi Aghemo

EnPleinAir Artecontemporanea
Stradale Baudenasca n 118 _ 10064 Pinerolo (To) tel 0039 121 340253
Inclusa nel circuito dei Musei Civici del Pinerolese
http://epa.it - http://alfabetomorso.it - http://enpleinair.it - http://femminart.it
Email: epa@epa.it

Alessia Fava, Irene Ester Leo, Silvia Rosa, tre donne in poesia e non è solo questo il filo comune che le lega, bensì la visceralità nel vivere la vita, prima ancora che la scrittura. Una interiorità diffusa che fa parte del loro dna di donne, innanzitutto, resa ancora più profonda dal ruolo che hanno avuto in eredità dalla storia, traduttrici, per loro stesse e per le donne in universo, e per l’essere umano in totale, delle infinite domande e risposte deposte nei margini della vita, quei lembi trascurati dai più e che invece nascondono la risorsa, più che la risposta. Sfumature tattili innervate nella materia che si fa sorpresa, dolore, spavento, ma anche gioia e certezza dell’impulso, della direzione.
Pur in questa unione che le rende corpo unico, ciascuna di loro possiede una caratteristica unica, irripetibile, che emerge spesso dalle medesime parole, segno questo che non è il verbo la sostanza, ma l’afflato, l’espirazione, lo sguardo, l’empatia guidata nelle nostre recriminazioni.
Alessia Fava – La purezza. E’ armonia sussurrata in un verismo semplice, della poesia. E’ manierismo del verso che si confonde ad arte con il linguaggio parlato, delle emozioni e valori riconosciuti, perché apra la strada, oltre che il cuore, alla riflessione inattesa. E’ tanto dolce il verso da insinuare improvvisamente, come fra costola e costola, l’orrore del mondo compromesso, della guerra, dell’abominio, della cattiveria apparentemente normale, innocua, e che invece disastra le basi stesse della convivenza. E non si limita, l’urlo della farfalla, ad indicare i guasti, ma a promuovere l’attesa della giustizia, che non è vendetta né riscatto, ma lo spessore atavico del Bene, quello che sta nell’abbraccio di una madre, o nella comprensione incondizionata del malessere di gente buona, in fondo. Perché la vita è, e Alessia non smette mai di ricordarcelo, anche nella morte.
Irene Ester Leo – Il confine. Dalle stesse basi di discomprensione vidimata, accertata in ogni suo tentativo di fuga, Irene si sposta, si disloca sul confine, è una creatura del limite, non lambito per insolenza o costernazione, ma per sfruttarne l’angolo di visuale privilegiato. Le emozioni, si sa, hanno una veste nota, riconoscibile e una evanescente, che spazia nei territori dell’indistinto, nel retro della coscienza, nelle sue zone d’ombra. E così si animano presenze fantastiche, appartenenti ad altre dimensioni, che scrutano altrettanto impietosamente la nostra. E in Irene queste anime prendono corpo nelle argute figurazioni di senso, quelle che alcuni chiamano metafore e che altro non sono che il manifestarsi di presenze incuneate nella realtà per renderla manifesta, scopo che ha sempre avuto l’irrazionale. L’obiettivo finale di poesia è il medesimo, circostanza e descrizione del sogno, in maniera decisa, che dà senso alla fantasia tenendola ben saldamente ancorata al mondo, e al suo stare. Questo è il confine di cui Irene si giova.
Silvia Rosa – L’immanenza. La poesia di Silvia è autorevole nella sua levità, perché oltre a non staccarsi dalle congiunzioni astrali dell’impatto fra le ere, penetra la carne, la assottiglia proprio laddove mostra le sue fratture vitali. Non è l’eros palpato dalle mani esperte dei cultori del piacere fine a sé, ma scandaglia l’estro vitale che ha prodotto la discrasia delle cellule. Silvia le attraversa con il dolore innato della separazione, conducendo il piacere nel suo lato oscuro di ricongiunzione di affetti, mescola le tendenze dell’assoluto frammentato con i gemiti dell’abbandono vigile, esprimendo forse la coscienza più atavica della donna, quella di essere smembrata in nome della generazione e degenerazione insieme, in un afflato mistico dei sensi di base, corroborati dagli ossimori del vivere, quel caldo dell’abbraccio e il gelo dell’incomprensione, di sé e delle mille farneticazioni legate all’amore. Colpisce a fondo, Silvia, i bersagli massimi dell’inettitudine umana, e consacra la missione della poesia, con il palpito fuggiasco dell’indecisione umorale, con i dittici sfrangiati dell’assoluto di passione.
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En Plein Air Arte Contemporanea è lieta di invitarvi all’evento WORK IN PROGRESS
Presso lo studio di Tere Grindatto in Via Clemente Lequio 10 – 10064 Pinerolo (TO)
Tel 0121 58050 _ 331 2713759
Inaugurazione
Sabato 30 aprile 2011 ore 16>19
Domenica 1 maggio ore 16>19
Curatori: Elena Privitera, Marco Filippa, Sergio Gabriele
L’Associazione En Plein Air Arte Contemporanea è lieta di promuovere Work In progress evento che esce dagli spazi tradizionali dell’arte per entrare nel cuore della creatività: lo studio dell’artista, luogo eletto in cui tutto si compie, e in cui l’artista, in questo caso Tere Grindatto, sola con i suoi strumenti materiali ed emozionali, si confronta e si rifugia.
Luogo di eccellenza quindi, dove l’animo apre e manifesta il proprio essere lasciando significative tracce su tele, stoffe, carte … il destino di ogni artista che si compie tra enigmatici strumenti di vita, vissuta e non vissuta, tra esperienze e segnali umani, identificabili in un percorso che si muove tra le filigrane di anni di creatività vissuta in prima persona.
Tere Grindatto da sempre convive con la sua arte in uno splendido ed enigmatico studio, nicchia, caverna primordiale, atelier, segnata da una dedizione in progress continuativa, attenta, mai razionata ma abbondante, in un percorso in salita che a volte diviene un ciclone…., appunto, Tere crea e crea, racconta la sua favola millenaria, storia di donna attenta, vivace e contraddittoria, sognatrice e razionale, donna che ritrova la sua pacificazione con gli orchi di ogni fiaba sulle tele, tra pennelli e colori, tra visi e corpi frantumati e poi ricostruiti su altre superfici, tra segni dinamici e voraci come solo un’artista qual è lei sa fare e comunicare con ardore..lontana dagli ordigni tecnologici.
Breve biografia
Conseguito il Diploma di Maturità Artistica, studia Pittura e quindi Scultura frequentando i corsi dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, laureandosi in entrambe le discipline con i Maestri Enrico Paulucci, Sandro Cherchi, Mario Calandri, Francesco Franco. Consegue l’ abilitazione all’insegnamento e l’iscrizione all’albo dei professori di scuola superiore.
Quale vincitrice del Concorso nazionale e per i meriti artistici, il Ministero della Pubblica Istruzione e Belle Arti le conferisce la Cattedra di Discipline Pittoriche al Liceo Artistico dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Dal 1964 ad oggi ha realizzato molteplici Mostre personali e partecipato ad importanti
Rassegne collettive, in Italia ed all’estero.
E’ vincitrice di Concorsi Nazionali per opere d’arte destinate a pubblici edifici in Italia.
Progetta ed allestisce spazi urbani, musei, mostre ed eventi per enti pubblici e privati.
Mostra personale Arte Alchemica presso En Plein Air 2010
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MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA: Smettila di camminarmi addosso
Personale dell’artista CHARLES JEAN PAUL
INAUGURAZIONE: Sabato 26 febbraio ore 17,30 > 30 Aprile 2011
LUOGO: EnPleinAir - Stradale Baudenasca, 118 - Pinerolo (TO)
ORARIO : sabato e festivi 15,30 > 18,30
Altri giorni su appuntamento
Catalogo in mostra
Organizzazione Elena Privitera, presentazione di Marco Filippa,
letture di Sergio Gabriele
La ricerca spasmodica dell’uomo verso il suo simile, inteso come coadiutore nella risposta mancata, è ormai ridotta ai minimi termini, troppi i segnali convergenti e divergenti, troppe le idiosincrasie personali che travalicano, subissano l’altrui istanza, in una rincorsa al miraggio che sia, soprattutto, soltanto miraggio. E’ la moderna iconografia dell’indistinto, che fa chiudere l’universo espressivo dell’individuo nella ridondanza degli stili, moltiplicazione degli emotional rescue per una emergenza sempre più ardua anche nel solo riconoscerla.
Charles Jean Paul agita ancora animosamente la lanterna di Diogene per cercare in ogni sua virgola espressiva il segno di quell’uomo confuso più che scomparso. Le sue figure antropomorfe, ma che è dire il suo astratto contemporaneo, implodono per la varietà dei richiami interni, sortite verso l’estrema ricomposizione dell’umana aspirazione a comprendere ed essere compresi. Le forme si accavallano nel disperato tentativo di evidenziare le stratificazioni, che come cerchi concentrici di un albero o curve di isoconcrezione nelle rocce, vorrebbero testimoniare un percorso, una scelta, una direzione anche e soprattutto quando questa è restata miseramente disattesa.
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Man’s spasmodic search for a fellow creature, a coadjutor in ungiven answers, is now reduced to a minimum: too many converging and diverging signals, too many personal idiosyncrasies trespass…ing and overwhelming others people’s demand, while we keep chasing a mirage that we expect to be above all just a mirage. It is the modern iconography of the indistinct that lets the expressive universe of individuals close in a redundancy of styles, multiplying the emotional rescues in the name of an emergency which is becoming harder and harder to recognize.
Charles Jean Paul is still shaking with courage Diogenes’ lantern in order to search in every single expressive part of it the sign of that more than extinguished, confused Man. His anthropomorphic figures, and by saying this we say his contemporary abstract style, are imploding with a variety of inner cross-references, gone out towards the extreme recomposition of the human aim to understand and being understood. The forms overlap in a desperate effort to point out stratifications, which, like the concentric circles of a tree or the isoconcretions of rocks, are meant to testify a route, a choice, a direction even and above all when it has been miserably disregarded.
(trad. Paolo Avigo)
Sergio Gabriele
Charles Jean Paul di nazionalità Francese vive e lavora a Pinasca (To)
www.epa.it/artisti/charlesjp/index.html
www.enpleinair.it/articoli/charles-jean-paul-dietrologia-dei-segnali-abrasi/
www.enpleinair.it/articoli/charles-jean-paul-hidden-meanings-of-scratched-signals/
www.enpleinair.it/articoli/jpc-una-fuga-impossibile/
www.enpleinair.it/articoli/jpc-an-impossible-esc/
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Video: “JPC - Una fuga impossibile” di Sergio Gabriele - Produzioni EnPleinAir
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Everest – Dove la terra incontra il cielo
Chiesa di Sant’Agostino
Via Principi d’Acaja
Pinerolo (To)
28 Agosto 2010 – 29 Maggio 2011
Orari: Sabato e Domenica – 15:30-18:30 – Ingresso libero
Tere Grindatto – Everest, dove la terra incontra il cielo – Mostra etnico-antropologica
Tere Grindatto trasferisce il suo percorso artistico, già nutrito di riferimenti migranti, sull’Himalaya, segnatamente sull’Everest per un omaggio, più che alla vetta più alta del mondo, per molti sinonimo di sfida, alla sua identità etnico-antropologica e al rapporto strettissimo con la magnificenza degli scenari naturali.
L’itinerario inizia con una collocazione morfologica connessa non a caso con i grandi movimenti dei continenti che hanno generato, per una sorta di compressione endogena, il tetto del mondo e le frastagliate linee di confine che paiono rinnovarsi ad ogni “conquista” dell’orizzonte, con una emozione scenografica unica al mondo.
E proprio dal senso di conquista nasce il primo distinguo tematico che delinea l’imprinting spirituale dell’approccio della Mostra, la sua significanza rispetto al messaggio da propagare. L’Everest è stato nei secoli simbolo di raggiungimento di un limite, oltre che come sfida, come superamento di se stessi in un avvicinamento alla linea del cielo che non trova mai appagamento, se vissuta come contrapposizione al ritmo naturale. L’accento che il percorso di senso della Mostra vuole dare è proprio sul confronto delle due diverse spiritualità, quella occidentale che mira più ad un compimento filosofico-razionale, e quella nativa, che ignora completamente il senso di compimento, come quello di tempo e di distanza, concetti innati nel dinamismo dell’umanità, ma che rischiano di imbrigliare il respiro universale dell’incedere stesso della vita, del suo scandire che non è quotidiano ma eterno, a dispetto di chi vuole la vita “finita” nel senso di durata.
I volti semplici, scavati dal tempo, i costumi delle cerimonie religiose e civili, le divise del lavoro e del sacro rapporto con la sofferenza e il sacrificio, lo spirito di comunità e collettività in continua sinergia con le forze della natura, disegnano la vera mappa del paesaggio, dando per contro risalto proprio al suo aspetto fisico, tracciando le curve isoaltimetriche delle vere conquiste dell’uomo, ovvero accettare con rispetto i limiti sottesi all’enorme dono che ogni volta la natura ci elargisce pur restando apparentemente uguale a se stessa.
Il tracciato della Mostra conduce, fra monili statue e oggetti dell’uso quotidiano dalla straordinaria fattura e dall’alto valore evocativo, fino allo Stupa, l’altare tibetano simile nel senso alle nostre are votive, magnificato dagli interventi artistici di Tere Grindatto tesi ad esaltarne l’eco religiosa e la specularità cosmica della spiritualità. Elementi mutevoli che si combinano efficacemente con l’ambientazione nella Chiesa di Sant’Agostino, o di Santa Maria Liberatrice, Chiesa non sconsacrata ma in temporaneo “non uso”, come ci tiene a correggere il Direttore del Museo Civico di Archeologia e Antropologia che ha allestito l’Evento, Prof. Dario Seglie.
Il segno religioso ancora intatto della Chiesa crea il giusto amalgama con la spiritualità di una etnia ospite, favorendo la linea di integrazione necessaria alla comprensione e alla osmosi di significati e interiori stimolazioni che l’Evento genera, nell’ossequio di intendimenti che travalicano le differenze di razza e religione, rendendo palese il percorso comune all’umanità intera verso la comprensione del mistero della vita e del suo intrinseco insegnamento.
Ci si sente rinfrancati alla fine del tour, perché non didascalico o semplicemente documentaristico, ma indicativo del senso stesso dell’Arte, ovvero caratterizzazione della lettura, dell’orizzontarsi nel dedalo dei segni, opera cui Tere Grindatto ci ha abituati attraverso il suo linguaggio, fatto di compressione e successiva liberazione di significati per approdare con tranquillità alla pace dei segni, diapason universale di cui l’Himalaya è il movimento di sistole diastole, quietamente eterno, modestamente omnicomprensivo.
Testo a cura di Sergio Gabriele
20 giovani artisti (13 fotografi, 6 pittori, 1 scultore) e oltre 100 opere in mostra!
MostraMi
Sala delle Esposizioni - 16 Ottobre 2010 - dalle h 9 alle h 18
Palazzo Giureconsulti - Piazza Mercanti,2
Milano
INGRESSO LIBERO
La giornata infatti prevederà la possibilità per tutti gli intervenuti di esprimere una valutazione sulle opere esposte ed effettuare un’opzione di acquisto su quelle preferite. L’offerta maggiore si aggiudicherà l’opera.
Il 50% del compenso incassato dall’artista sarà devoluto in beneficenza attraverso la Onlus “Insieme per i Bambini” e “CasAmica Onlus”.
Il progetto di beneficenza è ambizioso: la somma raccolta verrà utilizzata per la realizzazione di alloggi dedicati all’accoglienza di 12 bambini accompagnati dai propri genitori che giungono a Milano per ottenere cure mediche impossibili altrove, ed effettuate in day hospital. L’indirizzo della struttura è Via S. Achilleo n. 4 a Milano.
La giornata del 16 sarà divisa in due momenti: un’esposizione a ingresso libero dalle ore 9.00 alle 18.00, ed una vernice ad inviti dalle 18.00 alle 20.00.
MostraMi è un nuovo progetto artistico-culturale no profit nato per dare visibilità on line e off line ad artisti emergenti e giovani talenti nel campo della pittura, scultura e fotografia attraverso una piattaforma web (www.mostra-mi.it) a cui tutti i giovani artisti possono iscriversi per avere massima visibilità, e una serie di mostre/eventi promozionali con l’esposizione di una selezione degli artisti presenti sulla piattaforma per una visibilità più locale, affinché gli artisti stringano rapporti con gallerie e mecenati del territorio. MostraMi è un progetto patrocinato e supportato da Forum Net Economy, Provincia di Milano e Camera di Commercio di Milano. Altri sponsor: Kaspersky Lab Italia e Agfa HealthCare. MostraMi è un progetto di Gruppo97cantieri sonori e M.O.STRA.
Per ulteriori informazioni:
Elisa Mattavelli - 347 38 95 473 - 347 38 95 473
email: marketing@mostra-mi.it
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