Elena Privitera
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Elena Privitera – Arte nell’Arte
Il mestiere del Curatore o Gallerista, tralasciando la sottile differenza che già insiste fra i due termini, è un po’ come quello della Critica d’Arte, viene visto come un orpello accessorio, seppur di classe, necessario alla migliore visualizzazione del prodotto artistico, ovvero alla sua migliore collocazione all’interno di uno scenario acquisito, personale o collettiva che voglia essere. E invece da parte di pochi e non di tutti coloro che svolgono questo nevralgico lavoro, viene una indicazione sostanzialmente diversa, speculativa, interpretativa, moltiplicatrice, in una parola artistica. Elena Privitera è fra questi pochi.
Allestire una Mostra non si limita a creare un percorso congruo fra le varie opere, aspetto che già implica una notevole dose di astrazione da sé, principalmente, e dall’artista, né a curare gli aspetti logistici che rappresentano l’insieme dei gangli nervosi e sanguigni che tengono in piedi un corpo umano, ma va oltre, nel senso che ciascuna opera va assorbita, vissuta, dolorosamente acquisita, in un insieme di reazioni viscerali drammatiche che sono alla base non dell’atto interpretativo, bensì di quello creativo. Come dire che analizzare un’opera ai fini del percorso significa crearla da capo, ex novo, ben attenti a non danneggiare il proprio io e quello dell’autore, a cautelare la propria immagine e l’altrui segno che si rende proprio.
In questa delicatissima fase cade la maggior parte degli operatori di settore. Come la peggior Critica, il pessimo Gallerista fa scempio di tutti i più segreti movimenti che portano non solo alla creazione ma alla veicolazione stessa del prodotto. Quando un Artista affida, seppur sotto assicurazione, una sua opera ad un Gallerista, è come se si staccasse un arto e lo consegnasse nelle mani di chi deve, a distanza e in totale segreto, riattaccarglielo. La maggior parte dei Curatori, e dei Critici, pensa principalmente alla esposizione della propria immagine, molto spesso come rivalsa frustrante del proprio io creativo, il primo elemento dal quale distaccarsi se si vuole un buon risultato, e ciò vale anche per gli Artisti.
Elena Privitera è stata lei stessa Artista, Pittrice, notevolmente affermata e il fatto di essersi dedicata da un punto in poi all’arte altrui non significa la reazione ad una crisi contenutistica, ma una prosecuzione esatta del percorso attraverso gli stimoli di creatività universale proposti dagli altri, è vero, ma che non possono avere valenza alcuna se non già presenti nella stessa maniera esegetico-applicativa dentro lei stessa.
E’ il momento cruciale: acquisire l’opera degli altri come propria senza appropriarsene, anzi espropriandosene allo stesso modo con cui si fa, si è fatto, con il sé, permette di esplicare, in perfetta sinergia con l’artista, un’opera inedita che non è di nessuno ma di tutti, autore e curatore insieme a tutti coloro che sapranno non solo guardare, ammirare, plaudire, ma rendere propria nell’esatta circostanza che ha favorito l’ubicazione fisica del risultato, che come tale diventa perennemente in fieri, come dire che l’opera continua a comporsi, e non decomporsi, per tutta la durata della Mostra e oltre, come bagaglio esperienziale di autore, gallerista, fruitore. Solo in questo fortunato incrocio cosmico di elementi si può parlare di Mostra, Galleria, Artista, Curatore, Critica. E, come sempre, non è un fatto di vendite perché queste naturalmente insistono sul vecchio modello di dominante-dominato, master-slave e sul modo in cui si sviluppa, come in un agone, colosseo, fra Artista e suo Gestore. In genere il denaro paga chi uccide l’altro.
EnPleinAir di Elena Privitera non è un circo massimo, ma una vera Galleria d’Arte che sa scrutare gli orizzonti dell’artista che egli stesso alle volte ignora, una sorta di musa ispiratrice che dona al momento creativo dell’autore un riconoscimento globale anche se la Mostra registrasse esigua affluenza. Esattamente perché Elena Privitera non è una pulzella d’orleans dell’arte e neanche una pietosa crocerossina del colore, ma un’Artista che persegue il suo autentico obiettivo evidenziando ciò che già esiste in migliaia di espressioni, lei dice sempre “artisti ce n’è finché vuoi”, rinunciando alla costituzione di una propria forma originale ed esclusiva, perché ha capito che questa rincorsa toglie il respiro all’Arte, soffocandola.
Quindi si può parlare infine di una specifica corrente artistica che per ora chiameremo Extra-Fine Art, riservandoci per un futuro una attenta analisi di un Arte fuori confini, finalità, classificazioni, correnti, trasversale quindi, come Linguaggio e risultato, come magnificamente evidenziato dalla più recente Mostra di EnPleinAir Elena Privitera: Alfabetomorso.
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Spazi EnPleinAir
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Commento di Donato Di Poce | 4 Settembre 2011
ottimo Sergio…in effetti anch’io ho sempre percepito Elena come un Poeta dell’arte, un’anima creativa al servizio della creatività e ne è prova lampante il lavoro straordinario che fa da anni creando mostre, incontri, convegni, eventi culturali, sinergie e contaminazioni di quel sogno di bellezza che chiamiamo arte…