Gioia Cordovani
Gioia Cordovani – Rosso impassibile
Compito del colore, del disegno, del tratteggio è quello di tradurre l’espressione della ricca tessitura che l’uomo ha di pensieri, sensazioni, emozioni, rapporti con la realtà e il sogno, in un linguaggio altro che sappia più velocemente giungere al cuore, colpire nel segno. Spesso in questo tragitto il discorso si amplia, trasforma, deforma, oltre che per poetica, per una serie infinita di insicurezze personali, inquinamenti dell’interrogativo se, il messaggio davvero arrivi a buon fine se, davvero possa essere capito. Il surrealismo, con tutto il rispetto per l’identità, ne è esempio: trasformo gli occhi in orecchi, o in polvere di marmo, perché convinto o dell’estrema chiarezza dell’ideogramma o della sua palese confusione.
Gioia Cordovani non ha esitazioni, orgogli o paure, fisime o macerazioni. Splendidamente accetta il difficilissimo confronto con la realtà non mediata, con l’apparente semplicità delle forme clare, del pensiero antropomorfo. Con la tranquillità della stesura accurata, fissa la statica del dinamismo emozionale. Con grazia profonda sa affidare al velo della rappresentazione, di per sé parziale come può esserlo una foto (Roland Barthes dice che una foto è sempre, una foto di morti), il soffio vitale dell’emotività presente, e di quella atavica, in un gioco di verosimiglianza che supera di gran lunga la realtà, e in ciò il compito della sua pittura può dirsi più che vidimato.
Sa isolare, Gioia, i frammenti di filosofia dei perché, ricoprendoli di colore impassibile nella sua uniformità cangiante, o con tratti di materico o di surreale, eccoci, che non fanno altro che guarnire la realtà con ludibrio di sufficienza, montando a dismisura l’eros dell’intimità, intimo è un pensiero, anche casto, come possono farlo caviglie gentili che indossano anfibi militari.
E’ una diafana trasposizione di fondali diversi su cui incrocia la realtà come l’incontrovertibile dato che dà ragione stessa alla poesia, all’arte, al sogno in genere dell’uomo, che è essere se stesso.
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Commento di Silvia Candida | 11 Gennaio 2012
Ciao Gioia,
E’ stato un piacere conoscerti oggi. Mi piaciono molto i tuoi lavori mostrati qui
Un abbraccio
Silvia