FemminArt Review

Arte e Femminilità

Patrizia Cau

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Patrizia Cau – Orizzonti in finiti

Patrizia Cau riporta la cronaca fedele della fuga della realtà nel suo doppio, nello specchio lontano traslucido, nelle concrezioni che si formano e trasformano, ma restano lì, nude, a scoraggiare l’analisi, la posposizione delle congetture malferme, la manipolazione dell’esistenza nel suo momento svelato. L’onirico che Patrizia blocca, congela, rimescola, parrebbe suggerire, come spesso accade, l’archetipo della forma originale, il sorriso com’era, e come invece è divenuto, nella strumentalizzazione progressiva tendente a menomarne il respiro. Un ricordo. Il sogno tende per sua costituzione ad eludere la realtà, a rimembrare vividamente anche ciò che non è mai avvenuto, e questo ossimoro ne anima il lato peggiore, più avvincente, ma pessimo, perché ci svia l’attenzione dalla vita per quello che è.

Patrizia estende, muta, infonde e confonde i lineamenti non come viatico verso la parte cattiva del sogno, ma per dimostrare come la realtà, che è unica e tale sempre resterà, possa assumere connotazioni multiple, variazioni sul tema che enfatizzano la ragione nel suo momento stupefacente, debole rispetto alla proposta di alternative concrete. L’immaginario non ha confini, e se lasciato a se stesso reitera a dismisura la propria ipotesi strumentale del futuro, uguale ad altri miliardi, priva di confronto e quindi tautologicamente inefficace. Come dire che tutto è niente, ogni ipotesi è plausibile, e ciascuno è erede e vittima della sola propria realtà immaginata. E’ il momento che viviamo, di sfrenato individualismo iconografico.

Patrizia si astrae dalle concezioni di merito e propone unicamente il brivido di attraversare il dato reale nelle mille sfaccettature che la mente e l’anima dell’uomo propongono in successione vigile, una sorta di visione in 3d, o virata con endorfine che tracciano le curve isometriche della memoria, dell’attenzione, della voglia e del desiderio, dell’abbandono, del ritorno. Il fulcro che rende il magma di Patrizia Arte e non semplici visioni lisergiche sotto effetto di colore tagliato, è la non cancellazione della realtà di partenza, oltre che come segno come vidimazione, autorizzazione, accettazione.

Patrizia ama profondamente la realtà cui appartiene e non tende quindi a stravolgerla, cosa che spesso accade nel surrealismo astratto informale, ma si limita a mostrarne la rifrangenza dell’iride di cui è composto il colore della vita che troppo spesso ci appare monotòno.

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