FemminArt Review

Arte e Femminilità

Mary Carmen Vasquez

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Mary Carmen Vasquez – Minimalismo incantato

Sul profilo di Mary si legge: “Sono una semplice persona che guarda il mondo attraverso una camera..”.
E’ la migliore presentazione per la Fotografia vista non come obiettivo, nel senso di raggiungimento di uno scopo immaginario, ma come obiettivo, nel senso di mezzo idoneo a leggere la realtà, farla propria seguendo il solo registro della propria pace di lettura. Mary comunica un senso di pace, e di scoperta.

L’estasi è rappresentata dai particolari minuti, quasi una macro, oltre che sugli animali, bellissima la sua serie “Expression” dedicata a primi piani animali, su oggetti apparentemente secondari, minimali appunto, quali il tacco di una scarpa. Più l’occhio si addentra nelle pieghe infinitesime della materia, più si volta a percorrere la lente in senso inverso, per arrivare all’occhio, e alla mente di una osservatrice, del singolo granello di terra, dell’universo. Non c’è bisogno infatti di inquadrare una galassia per esprimere il suo magma incandescente pulviscolare. Basta un particolare della lava.

La fotografia minimale non si avvale solo di particolari ingranditi, ma anche, viceversa, di scene wide rimpicciolite. Nello stupendo reportage sulle cascate del Niagara, elemento più clickato non ce n’è, Mary, grazie anche alla veduta aerea, riesce a condensare il taglio visivo, riducendo qualcosa ritenuto sempre troppo grande per essere abbracciato, in un cospicuo torrente di montagna. E’ il suo occhio, ricolmo di modestia, che sa tradurre la sensazione di prendibilità, e allargare il range di emotività, fino alle espressioni di meraviglia incantata che colsero coloro che per primi un giorno si imbatterono nella magnificenza di un siffatto teatro naturale, pur vedendolo dal basso. E nella apparentemente secondaria foto dei visitatori che escono dal tour c’è la firma, di questo accattivante discorso sul minimalismo cosmico.

E così negli scatti più diversi, che alternano tramonti mai scontati con frames improvvisi di un loro attonito particolare. Si dice che in Fotografia la prova del fuoco sia fotografare un uovo in campo bianco. O una palla da baseball gettata a terra, diremmo oggi, non foss’altro perché rende indistinguibile il terreno di gioco, da quello di una grande partita internazionale a quello di un campetto di periferia con ragazzi, soprattutto ragazzi, gioiosi e saltellanti.

1 commento »

  1. Commento di Mary Vasquez | 8 Giugno 2010

    Gracias mil. Great initiative. Keep the good work

    Mary Vasquez Web

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