Nausica Martino Cherìe
Nausicaa Martino Cherie – Sacriface pour le Roi
Per palati forti, come ormai la quasi totalità degli accadimenti, notizie, comunicazioni di questa medialità diffusa che trancia coscienze e buone intenzioni, non solo la donna. Ma Nausicaa, da donna, si occupa specificamente del dileggio della sua sembianza, cui pone il titolo preciso di sacriface per il Re. E’ estremamente incisivo e rivoluzionario mostrare al Re a cosa ha portato il suo ius primae noctis, il suo potere sugli uomini, ma anche sulla Bellezza. Il sacrificio di Nausicaa è totale e irrevocabile, il suo corpo è ormai votato alla restituzione elastica dell’abominio, la sua maschera che cela dei dolcissimi occhi verde smeraldo emula la rappresentazione del Terrore, dell’Orrore di cui il system cinematografico di genere, se mai genere ci sia consentito, maschile nell’ossatura, ben oltre il sesso degli artefici, s’è nutrito specificamente sul corpo della donna, con inenarrabili torture figurate, stupri di massa, saghe di orripilanti efferate rappresentazioni, tipo Captivity, in giro fra ragazzi, soprattutto, in cui ad una donna costretta viene somministrato per bocca con un imbuto un frullato di organi umani. Non c’è Garante per queste stragi.
Nausicaa è gentile, pura e semplice nelle sue performance, si limita ad osservare e farci osservare l’espressione del Re, Nudo, quando viene afferrato dai conati di vomito, quando irride ad una simile decomposizione del corpo femminile, di cui le sue stanze sono piene in quadri di magnifica fattura, commissionati ad artisti di chiarissima fama, che sanno dilettare la corte con le visioni di una paciosa irriverenza, da celare semmai cortesemente, come per l’Origine du Monde di Courbet, restato per anni e anni coperto.
Il Rito. Nausicaa forma rappresentazioni del corpo costretto, sospeso, aculeizzato da stille di cera bollente, oltre che reverse inattesa verso l’aguzzino, come ritualizzazione degli interrogativi inevasi, tortura labile di un sogno intoccabile, pace della colpa d’essere nati schiavi nel giardino del mago, e aver attinto dalle sue anatemiche tendenze la pozione ritrovata che era propria un tempo.
L’abisso. Sprofonda l’immagine novella Atlantide, Sansone e i suoi Filistei, trascinando con sé i ninnoli, bambole smembrate peluche infeltriti di cui Nausicaa ama ornare le sue offerte sacrificali, giocattoli dell’universo che ormai mulinano nel segno esterrefatto della mala educazione. Lei troneggia tra i feticci della disintegrazione affettiva di una società sterile nella sua prolifica malvagità. Eroina di una purezza ritrovata, lordata dal sudiciume che non intacca le persone pure. Bondage dell’icona dimenticata della limpidezza.
Lilith lovely squirtle - astio esiziale di big jim - estro primordiale - feluca di nelson - restart up…. appunti per un refuso.
“Io vengo a restituirti un po’ del tuo terrore, del tuo disordine, del tuo rumore” (Fabrizio De Andrè)
Commento di Christian | 16 Gennaio 2011
ciao martina
ti ho provato a trovare su FB ma nessuna traccia ..
sono quel ragazzo di quel Hotel Breaking a Mosciano in provincia di TE , in mezzo alle campagne!!
cerco altre info su di te!
un bacio e buon lavoro!
chris
Commento di David | 28 Luglio 2011
Ammiro il vostro splendido lavoro dedizione
baci e abbracci!!
saluti dal Messico.