FemminArt Review

Arte e Femminilità

Anna Fattori

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Anna Fattori – Fattori’s style

Voce squisita, calda, dotata di ritmo votato al live, un piacevole bop real time, particolarità queste che ne fanno una jazz singer versatile, dalla forte espressività comunicativa, immediata nell’istaurare il giusto feeling con il pubblico, il suo pubblico, sempre. Tecnicamente le sue radici spaziano, è un’amabile crooner, visto che il suo repertorio tocca brani istituzionali, carezzevole la sua “My funny Valentine” di Chet Baker, una sicura vocalist, grazie alle esperienze sul campo come corista, anche di affermati autori, e come cantante di piano-bar.

Di fronte all’espressione piano-bar in genere i puristi storcono il naso, e invece è un’esperienza formativa come poche, dal punto di vista spettacolare, vista la palestra di dialogo emotivo con il pubblico, elemento primario di ogni concerto, e dal punto di vista squisitamente artistico. Non si può diventare interprete di brani impegnativi, senza passare per l’ossequio di un pubblico che non sta lì per ascoltare te, ma per essere allietato. Non bisogna essere né juke-box né tirare fuori una propria identità spinta da rendere irriconoscibile il brano e quindi il suo leit-motiv.

E’ per queste basi, profondamente umane, che Anna riesce ad affrontare con naturalezza anche la bossa nova, interpretando autori del calibro di Jobim, o il blues con il suo carico di pathos di strada, fuori dalle righe del pentagramma e quelle della vita.

Ma dove Anna ci incanta, ci allieta e ci seduce è nel jazz classico, melodico, quello che ci fa riconoscere a tratti Sarah Vaughan, volutamente senza intimorircene con il carisma riesumato, ma meglio citandola alla luce di uno stile proprio, traducendola per il pubblico sul metro dell’emozione di quel momento. Perché al margine della sommatoria c’è la straordinaria e solare partecipazione di Anna con il pubblico, il suo piacere di viaggiare ovunque pur di incontrarlo, facendosi amica di amici. Insomma una donna interprete ben oltre che una interprete donna.

Non una parola sul quartetto Fattori? Ma certo che la diciamo: bravissimi, all’altezza del sorriso di Anna.

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