FemminArt Review

Arte e Femminilità

Chiara Mazzocchi

15_chiara-mazzocchi.JPG   Video: Selfportait - Human Alienation

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Chiara MazzocchiL’inusitato assalto

Evidenziazione degli strati rarefatti nei quali è strutturata l’esistenza umana, dagli oggetti alle loro relazioni tanto funzionali quanto casuali, agli ambienti, per quanto liberi, ridotti a loculi di passaggio, vittime della serialità dell’abbandono, fino alla strada, esterni mobili di ravvedimento, macchinari o macchine, che imbrigliano o sono imbrigliati, a seconda degli umori collettivi, in una vischiosa attrazione reciproca votata alla distruzione.

Qualsiasi raffigurazione, soprattutto filmata, dell’alienazione umana risente dello scollamento fra dato di fatto e osservatore, come se quest’ultimo tentasse in estrema ratio di esserne esente, pio intendimento. E così assistiamo a scene di rappresentazione del caos, e della sua teoria, molto veloci, congestionate, affannate che tolgono il respiro e insieme la voglia di proseguire. Tale realismo iconografico è in genere sviante perché induce ad un senso di salvezza possibile che entra in contraddizione con il negazionismo originale. L’espressione visiva, video in particolare, deve essere esente da giudizi di merito perché comunque sempre godibile, sollievo per l’occhio seppur nella tragedia, felicità seppur nella sofferenza.

Chiara introduce diversi elementi a favore della felicità. Il primo è senz’altro la lettura per frames netti, limpidi e distinti che danno l’idea della concitazione senza forzare la calma atavica dell’abominio acquisito, un semplice cercare ancora fra gli ambienti, i ricordi, le tracce di quando i loculi dell’alienazione erano gioia di vivere, allestire lo spazio, concertare la convivenza. Non bisogna distruggere necessariamente per rappresentare, ma marcare la distanza dal bello compromesso, evocare la memoria. Altro elemento è la colonna sonora quasi mistica di tramestio normale, naturale, che restituisce alla scena profondità ottica e visiva, prima ancora che sonora. Il nudo. Ha un valore catartico, rigenerante, transeunte, ovvero elemento che tocca tutti gli strati della confusione, come trait d’union fra le incertezze, i quesiti, le asfittiche supposizioni. Perché la nudità si astrae, come un bimbo, da attestazioni di qualità, discriminazioni di senso che aprono la via alla corresponsabilità, non esiste ragione e non esiste torto nella vera alienazione, è.

Chiara invece si mostra vergine nell’attraversamento, a tratti deportata, a volte Eva nell’Eden post-moderno della involuzione, senza bisogno di scatafasci ma con la semplice presenza, altre come tentativo di apprendere l’uso delle macchine, ingenua prostrazione all’assassino, come ci0è se un cieco tentasse di addestrare il suo cane. Tutto questo in forza della nudità, semplice artificio storico che dimostra quanto siamo realmente disponibili ad astrarci dalle convinzioni, pregiudizi, velleità di supremazia, spocchiose dimostrazioni di superiorità, vere fondamenta dell’alienazione. Bisogna stare attenti a rappresentare l’abominio, è come scrivere un libro di trecento pagine sulla teoria dell’incomunicabilità.

E invece di Chiara ci si innamora, ai primi fotogrammi, del suo modo attonito ingenuo e cordiale di reagire alla lobotomizzazione di massa, nel suo non restituire ricette indicazioni soluzioni conigli dal cilindro, ma semplicemente farsi assistere, scopo dell’arte visiva, con godimento e felicità in questi continui accorati tentativi di liberarsi dalla trappola ragnatela piovuta sul suo capo. Né ci mette in agitazione nel chiedere aiuto per lei, perché è certo che ce la farà, ma anche se non dovesse ci ha mostrato un modo di morire vivendo, e vincere la battaglia della vita anche lasciandoci le penne, le piume, i vestiti.

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Chiara Mazzocchi - Selfportrait - Human Alienation

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Chiara Mazzocchi Web

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